|
La Chiesa
di S. Maria dei Greci della frazione Annunziata, sorta con
l’avvento del Cristianesimo su dei ruderi di un antico tempio
pagano dedicato al culto di Afrodite, crollò verso il 1434
e rimase sepolta sotto le sue rovine per 56 anni. Verso il
1490 fu dissepolta e ne fu iniziata la costruzione per
opera di Carlo de Carreto, Arcivescovo di Cosenza.
L’opera fu portata a termine nel 1523, dopo la morte
dell’Arcivescovo, ed in quell’anno, a suo ricordo, vi fu posta
una lapide marmorea che testimonia la trasformazione del
tempio pagano in quello cristiano. Vi sono raffigurati due
pannelli in bassorilievo ed in alto un trittico raffigurante
la Madonna col Bambino tra S.Giovanni Battista e S. Giuseppe.
In basso, S. Giorgio a cavallo che uccide il drago, simbolo
del paganesimo, opera di scuola siculo-toscana. La chiesa
presenta due archetti a bifora campanaria con due campane ed
un portale in tufo del 1741. Vi è poi un pregevole dipinto su
legno di scuola toscaneggiante tardo-rinascimentale della fine
del ‘400 inizi del ‘500, raffigurante l’ annunciazione di
Maria.
La proprietà
della Chiesa comprendeva tutto il territorio dell’attuale
frazione di Annunziata e la località “Campanari”, che erano
coltivati a vigneti, ficheti, gelseti, uliveti ed agrumeti.
Per tutto il secolo XVI il territorio fu dato in enfiteusi
alla nobile famiglia Cuvelli di Belmonte, dopo che se ne era
impadronito con la violenza Cola Francesco di Tarsia. |